“IL FINE-VITA NELLE NOSTRE MANI” Dal testamento biologico all’eutanasia

Resoconto dell’ incontro tenuto dalla Dott.ssa Panozzo e dall’Avv. Peccantini su un tema difficile: il fine-vita e il Testamento Biologico

Perché per noi l’importante è fare chiarezza e confrontarsi con se stessi e con gli altri su temi così delicati e “intimi”.

Non esiste ancora una vera legge che consenta di essere certi che le nostre volontà vengano rispettate se ci troveremo in condizioni fisiche di incoscienza e di incapacità decisionale; ma il testamento biologico, nella pratica, è sempre più accettato dai tribunali e una buona stesura dello stesso sicuramente può garantirci che saremo ascoltati nelle nostre volontà anche qualora non potessimo comunicare le nostre scelte.

L’informare quindi diventa fondamentale per poter poi scegliere con coscienza e consapevolezza.

Qui un breve excursus sulle parole che si utilizzano e sul loro significato

EUTANASIA

L’eutanasia attiva significa che qualcuno produce la morte consapevolmente perché lo richiede il paziente, è un suicidio assistito. E’ vietata in Italia.

L’eutanasia passiva significa sospendere le cure necessarie alla sopravvivenza. Il malato è cosciente e coscientemente decide di sospendere i trattamenti: è un diritto inviolabile, una decisione del paziente che accetta quindi le conseguenze delle sue scelte.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana e delle sue scelte.

Ma se la persona non è cosciente? Se non può decidere?

Per questo possiamo fare il Testamento Biologico, e consegnarlo nelle mani di una o più persone che in caso di necessità lo presenteranno ai medici. Nel testamento Biologico la persona decide e scrive le sue volontà e toglie ai famigliari la responsabilità di scegliere per lui.

LO STATO VEGETATIVO detto anche Coma Vigile: definizione medica

Viene definito persistente se dura più di 30 gg, il recupero dipende dall’età e dalla intensità delle lesioni

La lesione cerebrale è a livello della corteccia e non del tronco encefalico

encefalo

Quindi il paziente non ha nessuna coscienza di sé né del mondo circostante. Vengono perse tutte le funzioni superiori (intelligenza, linguaggio, emozioni). Ma gli occhi sono aperti, il ritmo sonno veglia conservato, può esserci una respirazione spontanea e la capacità di deglutire. Il paziente può sembrare quasi normale, ride o piange ma senza nessun contatto con ciò che accade, può avere movimenti spontanei ma privi di finalità : un semplice e puro automatismo riflesso

Dopo 12 mesi senza segni di recupero viene definito Coma Vigile irreversibile/ permanente

 

MORTE CEREBRALE

E’ una diagnosi redatta da una commissione di medici, indica la fine dell’attività dell’encefalo nel suo insieme

I protocolli per l’accertamento della morte cerebrale includono l’elettroencefalogramma, un controllo dei riflessi muscolari sotto stimolazione e dell’impossibilità di respirazione autonoma, che permettono di distinguere il coma irreversibile dallo stato vegetativo.

Solo la morte cerebrale consente la donazione degli organi, gli organi non posso essere donati nello stato vegetativo irreversibile

 

 

DONAZIONE ORGANI

Quando c’è una diagnosi di morte cerebrale si possono donare gli organi, ovviamente il cuore deve battere e il sangue deve circolare, se no gli organi sarebbero inutilizzabili.

Quindi non il paziente non è clinicamente morto. Solo le sue funzioni cerebrali sono morte.

In Italia attualmente esiste il silenzio/assenso per la donazione degli organi: se una persona non dichiara esplicitamente di NON voler donare gli organi, verrà automaticamente considerata un potenziale donatore. Nella prassi viene comunque chiesta ai parenti l’autorizzazione

ACCANIMENTO TERAPEUTICO

Quando le terapie in atto non possono portare a guarigione il paziente ma soltanto ad un  prolungamento della vita senza la giusta qualità della stessa e  con aumento delle sofferenze . Il paziente può chiedere di sospendere le terapie e di mettere in atto una terapia del dolore adeguata, che spesso può però accelerare la morte . Infatti i farmaci che si usano per il dolore più intenso sono i derivati dell’oppio (morfina ecc.) e dati in grandi quantità diminuiscono l’efficienza respiratoria del paziente provocando sonnolenza e poi coma

http://www.agapecrescereinsieme.it/

 

 

By |2016-06-11T13:06:07+00:00giugno 11th, 2016|Uncategorized|Commenti disabilitati su “IL FINE-VITA NELLE NOSTRE MANI” Dal testamento biologico all’eutanasia

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